tradimenti
Benedetto posto di blocco 2
25.03.2026 |
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"Dopo qualche minuto senza sosta non riesco più a sorreggermi e mi appoggio sul cofano con i gomiti, aprendomi ancora di più al mio benefattore..."
Ho il suo cazzo davanti agli occhi, quasi appoggiato al finestrino chiuso della macchina.Gli accordi erano semplici e chiari, mi avrebbero aspettata appena finito il loro turno in piena notte, ancora in divisa, a metà del lungo viale che porta a quella vecchia villa disabitata ormai da tempo. Avevo accettato, anzi addirittura suggerito opzioni, senza pensare a ciò che avrebbe significato, o più probabilmente senza volerlo considerare perché in realtà degli equivoci non potevano essercene. Era tutto molto chiaro in realtà, avrei tradito per la prima volta mio marito e l’avrei fatto con i due poliziotti che ci avevano fermati per controllo qualche settimana prima: due fighi spaziali che avranno avuto sì e no l’età di nostro figlio.
Un cazzo molto bello in realtà, non del tutto eretto ma nemmeno moscio, con la cappella semicoperta che sussurrava… aprimi…
Ma io ero in completa catalessi, che mi stava succedendo? Fantasie ne ho sempre avute, di tutti i tipi, ma mai che mi fossi concessa una trasgressione in vita mia, fino a stasera. Davvero tutta colpa solo del comportamento disattento di mio marito, o ero proprio troia? Perché era così che mi sentivo in quel momento.
Il suo collega poco più indietro, evidentemente più timido, ancora coi pantaloni ben allacciati, immaginavo se li sarebbe abbassati non appena io…
Schiaccio il bottone, il finestrino si abbassa fino in fondo, lui spinge avanti il bacino e io non mi ritraggo, adesso ho il suo pene poggiato alle labbra. Ha un buon odore.
Con la punta delle dita della mano sinistra lo prendo a metà dell’asta, mentre con la lingua comincio a leccarlo appena sulla punta.
Lo abbraccio col pollice e l’indice mentre gli tiro indietro la pelle, la cappella si scopre nella sua magnificenza. È decisamente un bel cazzo.
Tutte le paranoie alle spalle, sono senza freni adesso, sento la fica che gronda e perdo ogni inibizione. Apro le labbra e faccio scivolare dentro la cappella, appoggio all’asta anche la mano destra e muovendole entrambe seguo il movimento avanti e indietro, lento, del mio capo.
E’ grande, mi riempie la bocca, adesso è duro come il marmo, lo sento grugnire piano. Con la destra gli accarezzo le palle, durissime anch’esse, racchiuse in uno scroto che sembra troppo piccolo per la loro dimensione.
Con un avambraccio è appoggiato alla capote mentre con l’altra mano mi accarezza i capelli e mi suggerisce il ritmo preferito. Lento, come piace a me. Ogni tanto prova a chiedermi di più, mi tiene la nuca e spinge avanti il bacino ma non riesco a ingoiarne più di metà senza farmi venire il conato di vomito, non ne sono abituata e arretro. Forse ha fretta, o forse è molto eccitato e non si trattiene ma a me piace andare con calma, la notte è lunga e mio marito rincaserà dal turno di notte solo quando il sole sarà già alto.
Realizzo che anche il collega si è dato da fare, non so da quanto ma ha appoggiato il suo cazzo, altrettanto imponente, all’apertura del finestrino. E’ già completamente aperto, probabilmente circonciso. Faccio scivolare la mano sinistra sulla sua asta e inizio a segarlo. Lo guardo mentre continuo il pompino precedente.
Mi sento la fica in fiamme. Non ho messo le mutandine e per non bagnare il sedile ho un asciugamano sotto il culo ma ora non ho più la certezza che possa bastare.
Il gemito del primo agente adesso sta aumentando, e con la mano dietro la nuca mi tira verso di lui con sempre più veemenza, io gli stringo forte il cazzo con la mano anche per non farlo entrare troppo mentre lo sego, e in quel momento viene.
Mi viene in bocca, due, tre fiotti in rapida sequenza e molto potenti che non riesco a ingoiare completamente. Mi riempie finché non ci sta più, mi cola fuori dalle labbra... Mi ero ripromessa che non l’avrei bevuta mai e poi mai, invece adesso mi ritrovo a mandarla giù con piacere e a cercarne altra, strizzandogli il cazzo per ripulirlo al meglio. Mi piace, ha un buon sapore. Rallento i movimenti fin quasi a fermarmi ma il suo cazzo resta duro, a differenza di ciò che mi aspettavo. Benedetta gioventù…
Continuo a menarlo lentamente con la mano mentre mi sposto con la bocca al secondo arrivato, ripetendo lo stesso copione. Inizia a gemere anche lui.
Ma non mi basta più, voglio la mia parte anch’io adesso… Mi sfilo con la bocca e mentre continuo a menarli li guardo rispettivamente negli occhi, con aria di sfida. Allungo una mano verso il cassetto dello sportello e prendo la scatola dei preservativi comprati per l’occasione e già preventivamente aperta, ne prendo uno e lo apro mentre i loro cazzi svettano davanti al mio naso come aste di bandiera. Lo indosso su quello che è già venuto mentre continuo a guardarlo negli occhi, immagino sia il più duro a venire ora e io ne voglio tanto!
Apro lo sportello e li faccio allontanare un passo, scendendo prendo dal vano un altro preservativo e lo porgo al secondo poi, sfilando davanti a loro, mi porto davanti al cofano della macchina, mi giro verso di lei e mi ci appoggio sopra con le mani, col culo spinto indietro verso di loro.
Lui mi segue mentre l’altro armeggia col profilattico, mi prende la lunga gonna e la alza sulla schiena, realizza che sotto sono nuda ma dubito gli interessi, a questo punto. Si abbassa e sento la sua lingua che mi cerca, mi scava. Sinceramente speravo m’impalasse subito, non ho bisogno di nessun preliminare, non più.
Mi lecca la fica e poi mi lecca il culo, mi fa venire un fremito forte. E’ tanto tempo che mio marito non usa quel… canale, ne avrei una certa voglia ma non ora, non stanotte. Stanotte voglio fare il pieno nella fica, voglio godere come non mi succede da troppo tempo ormai, voglio impazzire di sesso.
Di colpo lo sento alzarsi, sento il suo glande cercare la mia fessura, forse guidato dalla sua mano.
Eccolo, è lì, basta una spinta dai, daaaiiiii….. Buuum!!!
Un ariete, comincia a pompare come un ariete e io non riesco a tenere la bocca chiusa. Mi piace da impazzire e non riesco a non gridare, per fortuna siamo nel mezzo del nulla. Dopo qualche minuto senza sosta non riesco più a sorreggermi e mi appoggio sul cofano con i gomiti, aprendomi ancora di più al mio benefattore. E’ un animale furioso, grugnisce come un cinghiale e io lo amo con tutto il mio cuore. In un attimo mi fa godere una prima volta.
Non può non essersene accorto perché gliel’ho gridato ma non smette di pompare. In 30 secondi mi provoca il secondo orgasmo, io sono fatta così. Poi però devo fermarlo, lo supplico, lo fermo.
Non voglio smettere, certamente no ma devo prendere fiato, lasciar passare qualche minuto. Lui si sfila e si sposta, lasciando il posto al collega che non vedeva l’ora.
Io sono ancora accasciata a pancia in giù sul cofano, lui si avvicina e comincia ad accarezzarmi le natiche, il culo, mi piace… mi sta velocemente facendo ritornare voglia.
Mi giro verso di lui e gli sorrido, forse lo vedo bene per la prima volta, è arrapatissimo col cazzo duro come il marmo, potrebbe spaccarci una pietra. Lo prendo in mano, è dentro al preservativo che gli avevo dato prima e comincio a segarlo, prendo consapevolezza della consistenza…
Mi tira su dal cofano, mi gira verso di lui e mi abbraccia. Le sue mani mi palpano il culo da dietro, le dita scendono nella passera che è un lago, raccolgono degli umori e li trascinano sul buco più stretto, lo massaggiano lubrificandolo una, due, tre volte, poi ci affonda un dito.
Mmmmmhhhhh…. Un gemito mi esce dalle labbra, un gemito di piacere che lui capisce benissimo. E sorride. Ripete la lubrificazione altre due o tre volte poi spinge dentro stavolta due dita:
MMMMMHHHH…. Mi piace talmente che non riesco a non spingere indietro il culo, per aumentarne l’affondo. Il dolore è leggero rispetto al piacere e allora lo guardo fisso negli occhi, poi mi giro piano di nuovo verso il cofano dell’auto. E di nuovo mi piego a 90, allargando leggermente i piedi per terra. “Fai piano” gli dico.
Mi alza la gonna, posiziona per bene il suo attrezzo poggiandolo all’entrata del buchino, mi afferra con le mani le natiche e con i pollici le apre con forza, e comincia ad aumentare la pressione, lentamente come gli avevo chiesto.
Pensavo facesse più male, ricordavo altro, invece forse per la voglia o per l’assurda situazione così erotica il godimento di quella lenta inculata è stato di gran lunga superiore ad ogni aspettativa. Quando la cappella è riuscita a entrare aprendomi lo sfintere, poi è riuscito a spingerlo in profondità come se fossi di burro, e più entrava più mi piaceva.
Sono bastati pochi colpi ben assestati per farmi venire ancora. E ancora. E ancora!
Poi è il suo turno, un grugnito e mi si accascia addosso. Quanto tempo è passato? Che importa...
Sono sfinita adesso, anche il tipo che mi ha sodomizzato lo vedo provato mentre il primo è ancora carico come una molla.
Si è sfilato il preservativo nel frattempo, ma ha il cazzo ancora duro e impertinente: “non mi lascerai mica così, vero??”
Lo guardo, sorrido e apro lo sportello del passeggero, lo accompagno a sedersi lì con le gambe fuori, mi metto sotto le ginocchia l’asciugamani che avevo sotto il culo nell’auto, m’inginocchio davanti a lui e glielo prendo in bocca.
Mi farò riempire la gola ancora, stanotte.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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